LE CITTA’ DAL TRAM: foto di Tonino Sgrò

Dublino

Dublino

Leksis, apprezzato studio editoriale di Milano (www.leksis.it), è proprio un bel posto. Ci si incontrano persone come Tonino Sgrò, fotografo, ora molto preso – ossessionato, dice lui – da un suo progetto che ha chiamato Trambusti lineari: le città, le metropoli, fotografate dai mezzi pubblici di superficie – tram e autobus – che le attraversano.
Si tratta di un work in progress – di cui peraltro ha già parlato e pubblicato alcune immagini D di Repubblica – completo per quanto riguarda Milano, Torino, Napoli e Dublino (dove Sgrò è salito su tutte le linee), e ancora in corso d’opera a proposito di Roma, città in cui l’autore ha preso circa metà delle 400 linee esistenti. Ho chiesto di poter vedere qualche scatto, e mi ha colpito la forza di queste immagini che nascono da un approccio tutto sommato a portata di mano, quasi ovvio.
Dice Tonino Sgrò: “L’idea è nata in modo molto semplice: nella primavera del 2008 avevo rotto la Vespa e per andare a lavorare prendevo il tram, guardavo fuori dal finestrino, mi capitava di ‘vedere’ una foto ma non avevo la macchina fotografica, ciò mi lasciava un po’ di amaro in bocca. Per evitare i rimorsi ho iniziato a tenere la macchina a portata di mano così ho scattato la prima foto e non mi sono più fermato. Dal rimorso sono passato all’ossessione…”.
Con l’andare del tempo, questo inizio quasi casuale ha assunto maggiore spessore, si è caricato di significati, forse proprio osservando le immagini che a mano a mano la macchina fotografica fissava per sempre. Il sistema circolatorio del corpo-città è diventato una chiave di lettura illuminante (la più illuminante?) della forma-metropoli proprio osservando soggetti, scorci urbani, luci, inquadrature già catturati. Niente, infatti, a mio avviso, è più accidentale, fortuito, effimero di un volto, un gesto, un sorriso colto al volo da un mezzo pubblico mentre passa e va. Ma di questo ampio reportage sono affascinanti anche le immagini più statiche, quando il mezzo si ferma (al capolinea, a un semaforo, o in un ingorgo) e l’inquadratura è chiusa dall’immobilità di un muro, un palazzo, o dalla notte.
Altro elemento narrativo emozionante è poi il rapporto fra città e campagna, centro e periferie, verde e cemento, come quando si passa dalle vetrine scintillanti all’abbandono e al degrado, dai palazzi nobiliari ai casermoni-alveare, dai ragazzi con in mano il drink della movida ai barboni, che si immaginano col cartone di vino del supermercato.
Un mondo. Tutto il mondo.

Milano 2008-2009, via Bramante, tram 12

Milano 2008-2009, via Bramante, tram 12

Sgrò spiega ancora: “Nelle metropoli contemporanee la mobilità è un fattore sempre più centrale. Un movimento incessante di persone e veicoli che, come colonie di formiche, si spostano originando flussi incontrollati da un estremo all’altro del territorio cittadino. Il solo modo per gestirli è incanalare questi mille rivoli in collettori che come arterie, vene, capillari assicurano la circolazione entro il ‘corpo urbano’. Evitando il caos. A questo scopo i mezzi pubblici hanno un ruolo imprescindibile. Essi sono infatti uno dei collettori fondamentali della città-corpo, costituendo la spina dorsale su cui il movimento si realizza e consentendo di gestire i flussi di queste ‘colonie’. Ogni linea è un filo di Arianna che facilita l’orientamento. La matassa delle linee è intrecciata in modo che ogni filo che si dipana conduca a una meta: usare i mezzi pubblici permette di non smarrirsi e di raggiungere qualsiasi punto della città.”
Guardando le foto da spettatore si prova anche un vago senso di smarrimento. Sgrò si definisce il fotografo di scena durante lo spettacolo che si svolge “sul palcoscenico della città-scenografia”; ma questo palcoscenico (la vita stessa, come direbbe Shakespeare) è una “città camaleonte”, è uno “smisurato contenitore”, mutevole, e infine inafferrabile. E ciò che l’obiettivo coglie sono in fondo attimi.
Questo lavoro mi piacerebbe vederlo in mostra, da qualche parte. Sgrò, intanto, continua a fotografare. A Milano, dove vive, lo fa per rilassarsi, dice. Se lo individuate, a bordo di qualche mezzo, chiedetegli l’autografo.

Milano 2008-2009, tram 9, preghiera in piazza IV Novembre

Milano 2008-2009, preghiera in piazza IV Novembre, tram 9

 
 

 

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